Uscirà a fine mese per la casa editrice Bolliti&Boringhieri l'autobiografia ufficiale di Mirkp Crippa, dal titolo: "Chiamatemi Mister - Una vita in bianco-azzurro". La storia del più vincente allenatore della storia della Redonese è stata scritta a quattro mani, insieme all'autorevole giornalista sportivo Davide Zinesi, e sicuramente non mancherà di scatenare accese polemiche per alcuni passaggi che siamo in grado di anticipare.
Dal Capitolo IV.
"Io Bonomi non lo volevo, non l'ho mai voluto perchè non l'ho mai ritenuto un giocatore decisivo. E' arrivato in casa Redonese perchè protetto da poteri forti: la "Gioca" aveva obbligato l'allora Presidente Doninelli a spendere una cifra spropositata per portarlo al Don Bepo. Ricordo che quando il DS Barcella mi chiamò per informarmi dell'avvenuta transazione stavo presenziando ad un galà di beneficenza organizzato dalla "Fondazione cazzaniga per la pace nel mondo". Immediatamente ho contattato il Presidente della Polisportiva Suisio dicendogli che avrei accettato senza condizioni la sua offerta. Proprio non volevo saperne di allenare in una Redonese schiava delle bizze di Bonomi! A farmi cambiare idea è stato Capitan Nava, mi prese in disparte quella sera e mi disse: "Tu sei la Redonese! Non puoi farti calpestare da uno come Bonomi!" Fu un moto d'orgoglio, le parole di Roberto mi svegliarono con violenza. in quel momento capii che il bianco e l'azzurro sarebbero stati per sempre i colori del mio cuore."
Dal Capitolo V
"Il più grande talento che io abbia mai allenato è certamente Bianchi. Non gli difettano classe e umiltà. Datemi Bianchi e quattro giapponesi zoppi e vi vinco qualsiasi campionato. [...] Sono contento che Fabio Messina abbia deciso di vestire la maglia della Redonese. Non credo che lavorarare al fianco di suo padre (Nicola Seletti ndr) possa essere per lui un problema. Nicola gli vuole bene ma non lo tratta con i guanti solo perchè è sangue del suo sangue, anzi è molto esigente e non risparmia mai una critica.[...] Fu Barcella a parlarmi di Redaelli: il ragazzo era sì coinvolto in un brutto giro di escort e cocaina ma zompava tra i pali come un gatto. Preparammo un programma di recupero a lungo termine e lo tesserammo, convinti della possibilità di averlo al 100% per vincere il campionato. Solo oggi vediamo i risultati di quel programma. [...] Fino all'anno scorso Curnis si presentava sempre ubriaco agli allenamenti. Io lo mandavo in infermeria, ai giornalisti dicevo che si era infortunato e il medico lo stava sottoponendo a dei massaggi. Eravamo arrivati ad un punto di non ritorno. Così a Giugno ho chiesto a Roncalli e Gulinati di portarlo con loro in pellegrinaggio a Santiago de Compostela, speravo che la religione potesse aiutarlo a superare le sue dipendenze. Sul cammino quei tre invece che Gesù hanno incontrato orde di giovani e vogliose pellegrine. Quando sono tornati a Settembre Curnis era stato completamente disintossicato, ma Gulinati e Roncalli avevano cominciato a farsi di peyote. Li abbiamo dovuti mandare in analisi estrema ma ora sembra che si sTiano riprendendo. "
Dal Capitolo VIII
La prima volta che ho potuto parlare faccia a faccia col Presidente Seminati eravamo a Londra, presso l'Alexandra Palaca, a visonare una giovane promessa che volevamo a tutti i costi portare in Italia, Andrea Savi. Mentre quel giovane incantava i presenti con le su giocate di fino il Presidente mi appoggiò la mano alla spalla e disse: "Mister...che sia Paradiso o Inferno questa Redonese ci andrà con te. Rendimi orgoglioso." Quella sera piansi come una bambino per l'emozione, ero stato investito da una responsabilità immensa e non potevo pensare di deludere tanta fiducia."
"Chiamatemi Mister - Una vita in bianco azzurro", dal 26 Ottobre nelle migliori librerie l'autobiografia ufficiale di Mirko Crippa.