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A.S. REDONESE 2005

una grande squadra per un piccolo quartiere

  • Seminati-Crippa è rottura totale

    Archivio news  

    22/04/2010 16:34 - Noyz

    Seminati-Crippa è rottura totale

    Contano i gesti più delle parole. Contano quei volti contratti, quel gesticolare, quell'ira trattenuta a stento che poi esplode. E che arriva a concretizzarsi in una sorta di "licenziamento" in diretta. Paolo Seminati e Mirko Crippa che, alla festa per lo Scudetto 2010, rendono palese un contrasto che li divide da tempo. Fino ad oggi celato, raccontato nei retroscena, affidato, per via indiretta, ai rispettivi fedelissimi. Ed oggi esploso pubblicamente in tutta la sua drammaticità. I due se le sono dette "in faccia", dando evidenza a quell'antipatia sportiva ma anche umana che li divide da tempo.

    Si sapeva che la festa di oggi sarebbe stato un appuntamento ad alta tensione. Si sapeva, ma nessuno immaginava che lo scontro sarebbe stato così violento. Si sapeva che Crippa, pur consapevole di parlare ad una tifoseria tutt'altro che favorevole, non avrebbe fatto un passo indietro. "Basta mettere la polvere sotto il tappeto". E così è stato. Il Mister ha visto la sfilata dei giocatori che rivendicavano, puntigliosamente (e "puerilmente" chiosa Crippa), l'operato deella presidenza, ha sentito Seminati annunciare i fantasmgorici investimenti d'estate. Un'ora di discorso in cui lo storico allenatore della Redonese non è arretrato di un passo.

    Davanti ad un Seminati sempre più infastidito dalle sue parole, Crippa, ha esordito così: "Non credo che la libertà di opinione possa rappresentare il venir meno alla lealtà alla Redonese solo perché si danno indicazioni diverse da quelle che vanno per la maggiore". E su questo tasto Crippa punta molto. Rimanda al mittente le accuse di "tradimento", di "eresia", di muoversi per "interessi personali". Ricorda le sue" grandi vittorie prima dell'era Seminati". Lui, e lo si capisce mentre parla, ha in mente una Redonese diversa da quella di oggi. Che, dice chiaro, squadra da Girone C non è. Semmai è un'aggregazione dove vige il "centralismo carismatico di Mistri", dove non si discute, dove si creano situazione come la spaccatura dello spogliatoio.

    Crippa va avanti. E si rivolge direttamente a Seminati, dando inizio al botta e risposta che sfocerà nel durissimo scontro finale. Sono tanti i temi che l'allenatore pone. Ma, al di là, delle varie critiche, è proprio l'idea di quello che è la Redonese oggi che a Crippa non piace. Per questo definisce quella di oggi "una giornata di svolta". Il giorno in cui non si potrà fingere che non esista una componente, minoritaria, all'interno della squadra portatrice di idee diverse da quelle dominanti. Crippa, questo lo rivedica, e non vuole sentirsi dare dell'eretico. La Redo che Crippa ha in mente è quella della valorizzazione dei giovani, della forza del gruppo e non del singolo campione da copertina. Seminati è sempre più insofferente. Si sfrega i polpastrelli a significare un apprezzamento negativo sulla sostanza. Seletti, al suo fianco, cerca di rabbonirlo.

    Ma Crippa non si fa intimidire, ricorda i tanti che nella Redo "pubblicamente" si sperticano in elogi e poi "vengono da me a lamentarsi di come vanno le cose". E porta sul palco anche un tema incandescente, come quello di Redaelli. "Ricordi come hai nascosto ai tifosi la sua tossicodipendenza? Un gesto vergognoso!" incalza Crippa ricordando "un litigio forte" col Presidente.

    Dopo un'ora Crippa conclude. Pochi gli applausi e frettolosa le stretta di mano con Seminati. Il Presidente scatta verso il microfono. Doveva parlare stasera ma la rabbia è troppa. E quello che dice dal palco ne è la chiara espressione: "Dici cose senza grande rilevanza sportiva e oggi hai cambiato totalmente posizione. Martedì mi hai detto di essere pentito di aver accettato il rinnovo di contratto". Boato della platea. Crippa è rosso in volto. Seminati è senza freni: "Delle cose che hai chiesto non avevo notizia, comunque ne discuteremo. Lascia stare il comportamento di Mistri che ci sono dentro i tuoi uomini e ti ho già detto che su Redaelli avevo le mie buone ragioni". Si arriva così al rush finale gettato in faccia a Crippa tra gli applausi della sala: "Dici che sei supert partes? Per questo non sei venuto a festeggiare all'Edonè? Allora lascia la panchina immediatamente". Il Mister agita il dito e urla: "Che fai mi cacci?". Poi annuncia: "Non ho nessuna intenzione di dimettermi". Viene da chiedersi che accadrà adesso. Che fine avrà questa storia. Ammesso e non concesso che lo scontro di oggi non l'abbia già scritta.